Ricostruire l’Italia

L’offerta politica quotidiana è fatta di narratori del disagio, politicanti che esprimono solo commenti su quello che non va ed esprimono giudizi negativi sull’opposizione per guadagnare l’approvazione degli elettori infelici. La terza Repubblica deve essere fondata attivamente, non dai lamenti e dalla negatività, ma da un’azione politica attiva che renda protagonisti attivi i cittadini, li ascolti e offra delle soluzioni realizzabili volte al miglioramento della situazione attuale.
Verso la Terza Repubblica si propone come una nuova classe politica dirigenziale, attiva e coinvolgente, dove la comunità è in primo piano e i problemi dei singoli cittadini vengono ascoltati. Deve essere concretizzata un’opera di ricostruzione sulle rovine della Seconda Repubblica, caratterizzata da una forza politica non all’altezza del suo compito.
La seconda Repubblica infatti non è stata in grado di cogliere l’importanza di un settore come quello del gioco online e la sua regolarizzazione è stata caratterizzata negativamente dagli interessi della classe politica. Ed è così che molte compagnie operanti in italia e offrendo punti scommesse dove era possibile puntare su eventi sportivi o giocare al casinò e alle slot machine, avevano, e molte tutt’ora anno, la sede fiscale all’estero. Questo a favore di pochi ma a danno di molti. A rimetterci infatti sono gli stessi cittadini onesti che pagano le tasse.
Le Terza Repubblica vuole riorganizzare il settore della scommessa, casino e slot machine, sia a terra che online, in modo che i proventi vengano regolarmente tassati. Il giro d’affari è di oltre 10 miliardi di euro e in termini di entrate fiscali siamo attorno ai 250 milioni di euro. Una cifra esorbitante che non va sottovalutata e che permetterebbe di ricostruire la nuova Italia.
Il tutto però deve essere controllato da una classe politica attenta e onesta, che non agisca secondo i propri interessi ma che abbia quelli dello Stato in primis. Solo così si potrà entrare nella Tarza Repubblica decisamente e costruire solide basi per una ricrescita economica stabile e duratura. C’è la necessità di una riforma organica dove sono proprio le pubbliche istituzione le prime nel mirino. C’è la necessità di un’azione radicale che riporti lo Stato alla sua piena autorevolezza e capacità di agire sulle scelte di sistema. Uno Stato incentrato sull’autonomia territoriale responsabile, con più responsabilità locali ma anche con pene e sanzioni più severe.