La soluzione può venire dalle slot machine

Dall’incontro di oggi emerge un obbiettivo molto chiaro, che ci accomuna tutti: ricostruire il paese e riaffermarlo in europa. Un paese nuovo, una Terza Repubblica libera dai monopoli, clientelismi e corruzione, guidato da un’opportunità di riscatto e la voglia di crescere investendo nei giovani e nelle donne. Favorire i giovani e la realizzazione delle idee, agevolarli e non demoralizzarli e spingerli alla fuga all’estero a causa di una burocrazia troppo macchinosa e costosa.
Inizia oggi un nuovo cammino da percorrere insieme, chiunque si senta motivato a migliorare la propria situazione è il benvenuto. C’è bisogno di partecipazione attiva, di confronto, di interazione, di concretezza e di umiltà. Ci vuole coraggio di cambiare e rinnovare, di riformare la filosofia dei favoritismi istituzionali e politici. La nuova classe dirigente deve agire onestamente per ripartire questo paese e fargli riguadagnare credibilità a livello europeo.
Tra le principali azioni richieste ci sono la lotta all’evasione fiscale, il risanamento dei conti e l’investimento nella risorsa più preziosa dello Stato, i giovani. E proprio guardando a questi ultimi che si può agire in modo razionale e costruttivo. Lasciamo parlare i dati per capire anche da dove si è arrivati ad avere un debito pubblico di questa gravità.
Dando un’occhiata alle percentuali troviamo che l’Italia è uno dei paesi europei con il peso pensionistico più alto, 47%, al quale va aggiunto un ulteriore 10% delle pensioni di reversibilità. Questo a discapito degli investimenti nella sanità, servizi alla persona, lavoro, disoccupazione, giovani, e famiglie. Proprio in quest’ultime e nell’infanzia l’Italia investe solamente l’1.4% del PIL contro il 3.7% della Francia o il 3.6% dell’Inghilterra.
Il confronto con il resto delle nazioni europee mette allora in evidenza la disfunzionalità del sitema welfare, mettendo in risalto un dato allarmante: si preferisce investire sulla fascia non più produttive, penalizzando i giovani, la risrsa più produttiva del Paese. E’ proprio da questo punto che la nostra azione politica vuole partire. La riorganizzazione del welfare, cioè il bilanciamento delle spese e un’equa ridistribuzione.
Creare nuove opportunità per i giovani, dedicare più fondi all’istruzione e alla formazione. Per fare questo il primo intervento concreto deve essere fatto verso le famiglie bisognose con bambini piccoli ma non in grado di garantire loro un’istruzione.  Ma da dove si possono prendere i fondi.

 La risposta è molto semplice e logica: limitare gli sprechi e limitare l’evasione fiscale. Proprio in merito a quest’ultima c’è un discussione aperta sui settori da prendere di mira. Quello più interessante di tutti è quello delle scommesse online. Da pochi anni infatti in settore è stato regolamentato, ma l’evasione fiscale non è stata sconfitta. La maggior parte delle compagni offrono anche il servizio online tramite siti sui quali è possibile giocare alle slot machine, poker o piazzare scommesse sportive. Grazie alla normativa sul libero mercato in Europa, molte delle compagnie hanno usufruito per anni di tassazioni agevolate grazie alle sedi fiscali estere. A rimetterci in questo caso è lo Stato, che perde le entrate fiscali da uno dei mercati più redditizi. Bisogna dunque far rispettare la normativa sulle slot machine e casino in modo da garantire un’entrata fiscale che si aggira attorno ai 250 milioni di euro.

Un altro settore da riformare è quello delle pensioni di invalidità civile. Ad oggi queste vengono assegnate senza una logica che compensi la patologia in base alla gravità di essa. E’ necessaria una differenziazione per tipo e che calcoli il tipo di aiuto necessario e compensi correttamente l’ammalato e ripari la sua impossibilità a lavorare.

Recuperare le risorse dunque, per poterle rinvestire in maniera più produttiva in un piano più a lungo termine. Ridisegnare un sistema che si appoggi su tre principi fondamentali:
  1. riequilibrare il sistema tra le generazioni
  2. supportare i giovani ai quali devono essere destinati i nuovi fondi riequilibrati
  3. rinvestire nelle donne italiane
 Quest’ultimo punto può nascere solo dall’investimento negli asili pubblici che permetterebbero il reinserimento nel mondo lavorativo di oltre il 30% delle mamme Italiane e contribuire così alla ricrescita e al benessere familiare.